Hai avviato il ciclo, stai già pensando al bucato steso al sole… e invece la lavatrice si ferma. Sul display compare “E18”. È normale farsi prendere dallo sconforto: panni bagnati, tempo che scorre, programma bloccato. Ma non fasciarti la testa. E18, sulla stragrande maggioranza delle lavatrici Bosch, è un messaggio chiaro: l’acqua non sta uscendo come dovrebbe. In altre parole, lo scarico fa i capricci. Qui trovi una guida pratica, conversazionale e concreta per capire perché succede e come rimettere in riga la tua Bosch senza diventare un tecnico.
Che cosa significa davvero E18 sulla tua Bosch
Partiamo dalla traduzione più semplice. E18 segnala un problema di drenaggio: la scheda si aspetta che il livello dell’acqua cali entro un tempo preciso, non lo vede scendere e per proteggere il sistema ferma il ciclo. Niente scenari apocalittici, quindi. È più un “ehi, controlla lo scarico” che un grido di disperazione. Per questo, quando sul display compare E18, la prima domanda da farsi è: dov’è che l’acqua si sta impantanando?
C’è un dettaglio che spesso confonde. Su alcuni modelli il codice appare come “E:18”, su altri come “F:18”. Il significato, per l’utente, resta lo stesso: il circuito di scarico non sta facendo il suo mestiere. L’architettura Bosch è pensata per avvisarti in tempo, non per lasciarti a piedi senza spiegazioni; se ci pensi, è già una mezza soluzione, perché ti indica la direzione.
Prima mossa: sicurezza, osservazione e un pizzico di metodo
Prima di mettere mano a sportellini e pannelli, fai una cosa semplice: stacca la spina. Lo so, lo ripetiamo sempre, ma con acqua e componenti elettrici non è mai una formalità. Mentre la macchina si “calma”, osserva la scena. Si vede acqua nel vetro dell’oblò? C’è tanta schiuma? Hai sentito un ronzio all’avvio dello scarico e poi nulla? Piccoli indizi che, messi insieme, raccontano già metà della storia.
Un altro check che molti saltano, presi dalla fretta: il programma. Alcune opzioni speciali possono trattenere l’acqua o ridurre lo scarico finale. Se, per sbaglio, era attiva una funzione del genere, E18 è la conseguenza più prevedibile. Disattiva, riavvia in “scarico/centrifuga” e guarda come si comporta. Se l’errore torna subito, allora è davvero il momento di scendere di livello e affrontare i punti sensibili del percorso.
Il filtro pompa: dove si ferma tutto quando passa il “treno” dei pelucchi
Immagina lo scarico come una piccola ferrovia. Il filtro è la stazione in cui si accumula di tutto: monetine, bottoni, fermagli, pelucchi, a volte persino sassolini dimenticati nelle scarpe da ginnastica. È lo scudo che protegge la pompa e, indovina un po’, è anche il posto dove nascono la maggior parte degli E18.
Apri lo sportellino in basso, sul frontale, e preparati con stracci e una bacinella. Svitando il tappo del filtro, infatti, uscirà un po’ d’acqua: è normale. Fallo con calma, dando il tempo al liquido di defluire. Quando il tappo è libero, estrai il filtro. Qui spesso trovi la “prova del reato”: una forcina avvolta come una clip, un batuffolo di fibre compatte, una monetina incastrata di traverso. Pulisci bene ogni fessura. Poi, con una torcia, guarda oltre: subito dietro vive la girante della pompa, una piccola elica che deve ruotare libera. Se la senti dura, se c’è un filo di cotone arrotolato o una fascetta finita dentro, rimuovilo con delicatezza. Rimonta il filtro, asciuga la guarnizione, richiudi bene.
Perché tanta insistenza su questo punto? Perché E18, nove volte su dieci, nasce qui. Il filtro è la trincea che si riempie nel tempo. Quando la “trincea” è piena, l’acqua non passa e la macchina protesta. Ripulirla è la mossa più efficace e meno invasiva che tu possa fare.
Il tubo di scarico e il sifone: i colli di bottiglia a valle
Se il filtro è pulito e il codice si ripresenta, sposta lo sguardo dietro la lavatrice. Il tubo di scarico, se schiacciato o piegato in un’ansa troppo stretta, diventa un tappo morbido che la pompa non riesce a superare. Capita spesso dopo una pulizia energica del pavimento o quando la macchina si sposta di pochi centimetri. Raddrizza il tubo, assicurati che non sia “strozzato”, verifica che l’estremità infilata nel sifone a muro non sia troppo profonda. Anche l’altezza conta: un tubo piazzato troppo in alto rispetto al pavimento mette in difficoltà lo scarico; troppo in basso può creare risucchi indesiderati.
C’è una prova pratica che toglie ogni dubbio e vale oro: sfila il tubo dal muro e indirizzalo in un secchio capiente. Avvia il solo scarico. Se il getto è pieno e continuo, il problema è nel sifone o nella linea domestica; se esce a fatica, sei ancora nel territorio della lavatrice e devi tornare su filtro e pompa. Il sifone, specie se vecchio o poco usato, può riempirsi di residui e calcare. La pompa spinge, ma trova una resistenza “elastica”. Risultato: acqua che non scende, tempo che scade, E18 a schermo. In quel caso la soluzione sta nel ripulire o sostituire il sifone. Non è colpa della Bosch, è l’impianto che chiede manutenzione.
Schiuma, dosi e carichi “furbi”: i falsi amici che allungano i tempi di scarico
Parliamo di schiuma. Troppa schiuma non è un premio alla pulizia: è un ostacolo al deflusso. Bolle e microbolle occupano volume, si comportano come un cuscino e rallentano l’uscita dell’acqua. Dosare il detersivo con criterio, soprattutto con tessuti che trattengono schiuma (pile, spugna, felpe invernali), riduce gli E18 “incomprensibili”. Lo stesso vale per gli additivi: ammorbidenti molto densi o igienizzanti in eccesso possono contribuire a creare un flusso più lento.
C’è poi il tema dei carichi compatti. Trapunte, piumini leggeri, plaid: quando si compattano, tappezzano i fori del cestello e l’acqua fatica a trovare strada. Se E18 compare a ridosso della centrifuga mancata, interrompi, distribuisci i capi e riprova. Non stai “barando”, stai aiutando la fisica. Una lavatrice, per drenare bene, ha bisogno di spazio e passaggi aperti.
Quando il percorso è libero ma E18 insiste: sensore di livello e “lettura” del vuoto
Hai pulito il filtro, raddrizzato il tubo, superato la prova del secchio, ma E18 ritorna? Non è sfortuna. È possibile che il problema non sia il flusso, ma la misurazione del livello. La lavatrice “decide” se c’è ancora acqua attraverso un sensore (pressostato) collegato a un tubicino che porta l’aria da una piccola camera sulla vasca. Se il tubicino è intasato da residui, o se la camera si è riempita di sedimenti, il sensore può restare “convinto” che la vasca sia piena anche quando è vuota. La scheda, non ricevendo il segnale giusto, lancia E18.
Cosa puoi fare senza smontare mezza macchina? Con la spina staccata, una verifica visiva là dove è accessibile: controlla che il tubicino non sia piegato o schiacciato. Se noti depositi o se l’accesso è complicato, meglio fermarsi. Questo è il punto in cui un tecnico può pulire o sostituire i componenti senza stress e, soprattutto, senza creare perdite.
Il reset fatto bene: perché serve e quando provarlo
Dopo ogni intervento ha senso resettare davvero la logica. Non il “spegni e riaccendi” da un secondo, ma uno stop consapevole. Scollega la lavatrice dalla corrente per qualche minuto, attende che i condensatori si scarichino, poi ricollega e lancia un programma breve di scarico/centrifuga. Se l’errore sparisce, hai colpito nel segno; se ricompare alla stessa identica fase, la causa è ripetibile e reale. Questo piccolo rituale evita che tu insegua “fantasmi” lasciati in memoria dal blocco precedente.
Una chicca che aiuta: con la spina staccata e l’oblò aperto, gira il cestello a mano. Deve scorrere fluido, senza punti duri né rumori metallici. Un attrito meccanico pesante non è la causa tipica di E18, ma può rendere più lenta la fase di scarico e confondere il bilanciamento prima della centrifuga. Escluderlo richiede dieci secondi e zero attrezzi.
Segnali che la pompa è stanca (e come capirlo senza strumenti)
La pompa “parla” con suoni. Un ronzio cupo e costante, con acqua ferma, di solito racconta una girante bloccata pur con corrente presente. Un ronzio che va e viene, con piccoli scatti, suggerisce fatica o usura. Silenzio totale? Possibile mancanza di alimentazione o avvolgimento interrotto. Questi segnali, incrociati con un filtro pulito e un tubo in ordine, alzano l’indice verso la sostituzione. Non è un’operazione impossibile, ma richiede manualità, accesso dal basso e cura nel rimontare guarnizioni e fascette. Se non te la senti, non c’è nulla di male nel chiedere aiuto: meglio una pompa nuova montata a regola d’arte che una guarnizione pinzata male e un allagamento.
Errori che non vanno confusi e come orientarsi al volo
Nel mondo Bosch i codici sono coerenti, ma non sempre identici tra serie. E18 parla di drenaggio. Altri codici possono riguardare il carico d’acqua, la porta, o la comunicazione elettronica. Perché dirlo qui? Per evitare inseguimenti inutili. Se leggi E18, concentrati sul percorso di scarico e sui sensori che lo “raccontano” alla scheda. Se, in futuro, dovesse apparire un codice diverso, non riutilizzare alla cieca la stessa ricetta: vale sempre la regola d’oro, cioè ascoltare i sintomi e guardare dove la macchina ti indica.
Prevenzione concreta: tre abitudini che abbattono gli E18
La prevenzione, in questo caso, è davvero amica del tempo. Svuota sempre le tasche prima di lavare jeans, felpe e vestiti dei bambini: monetine e biglie sembrano innocue, ma diventano arieti per il filtro. Ogni due o tre mesi, ritaglia cinque minuti per pulire il filtro pompa. Non serve attrezzatura speciale, solo una bacinella e un po’ di pazienza. Quando sposti la lavatrice per pulire dietro, prenditi dieci secondi per controllare il tubo: rimettilo dritto, senza pieghe a “S”. E sulle dosi di detersivo, ricordati questa immagine: non è il profumo a lavare, è il risciacquo. Meno schiuma, meno resistenze, meno E18.
Se vuoi una metafora “da officina”, pensa al circuito di scarico come a uno scivolo d’acqua al parco. Se lo scivolo è libero, arrivi in piscina in due secondi. Se a metà c’è una spugna, l’onda si increspa e frena. L’errore E18, spesso, è proprio quella spugna metaforica: toglila e la corsa riparte.
Quando chiamare l’assistenza e come arrivarci preparati
C’è un confine oltre il quale insistere non conviene. Se hai ripulito il filtro, raddrizzato il tubo, superato la prova del secchio, fatto un reset fatto bene, ma E18 torna sempre uguale, è il momento di una diagnosi professionale. Arrivarci “armati” di informazioni accorcia tempi e costi. Annota il modello esatto (lo trovi sull’etichetta interna all’oblò o sul retro), in quale fase compare l’errore, che suoni senti prima del blocco, se l’acqua resta nel cestello e che cosa hai già provato. Con questi dettagli, il tecnico saprà dove mettere le mani: pompa, cablaggi, sensore di livello o, nei casi più ostinati, la camera d’aria sulla vasca.
Un consiglio bonus: se l’impianto di scarico domestico ha già dato problemi, avvisa il tecnico. A volte basta una pulizia del sifone per chiudere la questione. Altre volte serve davvero intervenire sulla lavatrice. Sapere prima dove guardare fa tutta la differenza.
Conclusioni
L’errore E18 fa scena perché arriva nel momento sbagliato. Ma è spesso la punta dell’iceberg di una causa semplice: filtro intasato, tubo piegato, sifone stanco o, in seconda battuta, un sensore che non “legge” il vuoto. Con un minimo di metodo, qualche minuto e un po’ di calma, la tua Bosch torna a scaricare come deve. Se vuoi una mano mirata, scrivimi modello, sintomi e in quale momento del ciclo compare E18. Ti suggerisco la sequenza più rapida per risolvere, così torni a stendere il bucato e ti dimentichi del codice.