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Come Risolvere l’Errore E10 della Lavatrice Electrolux

Aggiornato il 19 Agosto 2025

Hai avviato il programma, il cestello ha iniziato a girare, poi tutto si ferma con un “E10” sul display. Panico? Non serve. Nella maggior parte dei casi è un segnale chiaro che ti indica dove guardare, e no, non richiede un laboratorio in casa. In questa guida ti spiego che cosa significa davvero E10 sulla lavatrice Electrolux e come riportarla in pista con controlli semplici, ragionati e soprattutto sicuri.

Indice

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  • Cos’è l’errore E10 e cosa sta davvero dicendo
  • Prima diagnosi: sicurezza e controlli a vista
  • Rubinetto aperto e pressione giusta: il test che non tradisce
  • Filtri d’ingresso e cassetto detersivo: dove il flusso si inceppa davvero
  • Tubo di scarico ed effetto sifone: l’inganno più comune
  • Quando i filtri sono puliti ma E10 insiste: guarda la valvola di carico
  • E quando c’entra lo scarico “pigro”? Il lato meno intuitivo di E10
  • Schiuma, carichi e stagione: i “falsi amici” che confondono la diagnosi
  • Reset e prove mirate: capisci subito se hai risolto
  • Prevenzione: tre abitudini che valgono più di una riparazione
  • Quando chiamare l’assistenza e come arrivarci preparati
  • Conclusioni

Cos’è l’errore E10 e cosa sta davvero dicendo

Partiamo dal centro della questione: E10 indica un problema nell’ingresso dell’acqua. Tradotto in quotidiano, la macchina “si aspetta” di prendere acqua in un certo tempo e alla pressione giusta, ma non la riceve, ne riceve troppo poca o la perde in un effetto sifone anomalo. Per questo può bloccarsi e chiederti di intervenire. La stessa Electrolux, nelle pagine di supporto, collega E10 a mancata presa d’acqua o presa insufficiente, con l’aggiunta che, in alcune situazioni, il codice può comparire anche per questioni di scarico che “rubano” l’acqua mentre entra. Anche AEG, marchio del gruppo, descrive E10 come errore legato all’alimentazione idrica e suggerisce controlli mirati su pressione, filtri e posizione del tubo.

Se ti chiedi perché sia comparso oggi e non ieri, la risposta più onesta è la più concreta: un filtro un po’ otturato, un rubinetto aperto a metà, il tubo schiacciato dietro al mobile… oppure un’installazione del tubo di scarico che crea un risucchio silenzioso. Sono dettagli che, sommati, fanno scena e fanno nascere E10, ma per fortuna sono proprio i dettagli che puoi sistemare.

Prima diagnosi: sicurezza e controlli a vista

Prima di qualsiasi manovra, stacca la spina. Non è pignoleria: con acqua, parti metalliche e componenti elettrici, la prudenza non è mai troppa. Osserva l’oblò. Vedi acqua? Noti schiuma eccessiva? La macchina si è fermata subito all’avvio, oppure dopo qualche minuto in cui sembrava tutto ok? Domande semplici che orientano già il percorso. Se si blocca quasi subito, è probabile che non arrivi acqua a sufficienza. Se si ferma più avanti, magari dopo un breve riempimento, potrebbe esserci un ostacolo parziale o un effetto sifone che svuota la vasca mentre la macchina prova a riempirla.

A questo punto un riavvio “pulito” è utile: attendi un paio di minuti con la spina scollegata, ricollega e seleziona un programma corto o un risciacquo. Non stai facendo magia, stai soltanto eliminando eventuali “fantasmi” rimasti in memoria per capire come si comporta davvero la lavatrice.

Rubinetto aperto e pressione giusta: il test che non tradisce

L’acqua arriva al rubinetto? Sembra una domanda ingenua, e invece è quella che chiude tanti casi in un minuto. Il rubinetto dev’essere completamente aperto e l’impianto deve garantire una pressione sufficiente. Electrolux e AEG indicano una forchetta di pressione operativa e suggeriscono un controllo pratico che non richiede strumenti: riempi un secchio da dieci litri e guarda il cronometro. Se in circa un minuto il secchio è pieno, il flusso è adeguato a una lavatrice moderna. Se ci mette molto di più, ci sono due indizi da valutare subito: l’impianto di casa sta dando poca acqua oppure il filtro del tubo è sporco e strozza il passaggio.

La cosa bella di questo test è che toglie di mezzo i dubbi. Se la portata è scarsa già al rubinetto, la lavatrice non c’entra. Se invece al rubinetto l’acqua scorre bene, dobbiamo scendere di un passo nel percorso e guardare i filtri di ingresso.

Filtri d’ingresso e cassetto detersivo: dove il flusso si inceppa davvero

Tra il rubinetto e l’elettrovalvola della lavatrice ci sono piccoli filtri a rete. Sono lì per non far passare sabbia e calcare grossolano, ed è normalissimo che col tempo si sporchino. Smonta il tubo dal rubinetto con delicatezza e guarda l’interno: trovi una retina? Se è impastata, l’acqua passa ma troppo lentamente. Pulisci con uno spazzolino vecchio, sciacqua, rimonta senza forzare. Alcuni modelli hanno una retina anche all’ingresso della valvola, lato macchina: vale lo stesso gesto, con ancora più attenzione per non danneggiarla. Electrolux lo indica tra i primi interventi quando compare E10, perché spesso basta davvero questo per restituire alla lavatrice il flusso che chiede.

E il cassetto del detersivo? Anche lui può fare scherzi. Se i getti dell’acqua che attraversano la vaschetta sono incrostati, il riempimento reale diventa lento. Una pulizia accurata dei condotti, senza oggetti appuntiti e con acqua calda, ridà respiro alla caduta del flusso verso la vasca. Non è il punto più citato nelle schede tecniche, ma nella vita reale fa spesso la differenza, soprattutto in zone con acqua dura.

Tubo di scarico ed effetto sifone: l’inganno più comune

Qui entra in gioco il famoso “sifone” che nessuno guarda finché non crea problemi. Se il tubo di scarico è inserito troppo in profondità nel condotto a muro, oppure è posizionato troppo in basso, può innescarsi un risucchio continuo che porta via l’acqua mentre la lavatrice prova a riempirsi. Risultato? La scheda “vede” che il livello non sale come dovrebbe e ti mostra E10. Electrolux specifica che l’estremità del tubo non dovrebbe penetrare per più di una decina di centimetri ed è importante rispettare l’altezza corretta dell’imbocco, altrimenti il flusso in ingresso e quello in uscita si annullano a vicenda. AEG ribadisce lo stesso concetto nelle sue guide, proprio in relazione a E10. Insomma, può sembrare controintuitivo, ma un problema “di scarico” può generare un errore “di carico”.

Hai il dubbio che sia il tuo caso? Fai una prova semplice. Estrai il tubo quel tanto che basta a togliere il risucchio e fissalo alla quota indicata nel manuale. Se al nuovo avvio l’acqua sale regolare e la macchina non protesta, hai smascherato l’inganno.

Quando i filtri sono puliti ma E10 insiste: guarda la valvola di carico

Se acqua e pressione ci sono, i filtri sono puliti e il tubo non crea sifoni, la protagonista diventa l’elettrovalvola di carico. È il “rubinetto intelligente” che apre e chiude l’acqua su comando della scheda. Quando si sporca internamente, quando la bobina si indebolisce o quando un connettore perde contatto, il passaggio d’acqua rallenta fino a far scattare E10. Le guide di assistenza indipendenti lo citano tra le cause tipiche: valvola parzialmente ostruita, bobina guasta, oppure sensore di flusso che non “vede” abbastanza passaggio. In questi casi la diagnosi oltre la pulizia richiede un minimo di strumentazione e mano ferma; se non te la senti, è il momento giusto per coinvolgere un tecnico.

Un indizio pratico? All’avvio del riempimento appoggia delicatamente una mano sulla zona valvole (solitamente in alto, dietro). Dovresti percepire un leggero “tic” d’innesco e poi un sibilo regolare. Se il “tic” c’è ma il sibilo è debole o intermittente, la pista valvola si rafforza. Se non c’è nulla di nulla e in casa l’acqua scorre, potrebbe essere un problema elettrico di alimentazione della valvola.

E quando c’entra lo scarico “pigro”? Il lato meno intuitivo di E10

C’è una casistica che sorprende sempre: la lavatrice entra in acqua, ma poco dopo sembra che l’acqua “sparisca” e la macchina si blocca con E10. Qui a volte non è il carico a mancare, è lo scarico a essere troppo intraprendente. Un tubo basso, un sifone intasato a metà o un posizionamento scorretto possono rallentare o addirittura aspirare indietro l’acqua. Electrolux lo menziona esplicitamente tra le possibilità quando descrive E10 sulle lavasciuga: mancata presa d’acqua, presa insufficiente o problemi di scarico che interferiscono con il livello. Se rientri in questo scenario, le prove sul tubo e sul sifone sono la tua bussola.

Non è teoria: succede più spesso di quanto pensi, soprattutto dopo piccoli spostamenti dell’elettrodomestico o dopo una pulizia “decisa” del retro, quando il tubo viene rimesso a posto “come capita”.

Schiuma, carichi e stagione: i “falsi amici” che confondono la diagnosi

Serve dirlo? Sì, perché ci caschiamo tutti. Troppa schiuma non è sinonimo di bucato più pulito. Le microbolle occupano volume e rallentano il livello, facendo sembrare che l’acqua non arrivi mai “abbastanza”. In inverno, poi, felpe in pile e asciugamani in spugna trattengono più aria e schiuma. Risultato: tempi lunghi, sensori meno “convinti” e una lavatrice che in alcuni casi preferisce fermarsi. Ridurre le dosi e scegliere cicli compatibili con i tessuti cambia davvero il film.

Anche il carico conta. Una trapunta o un piumino leggero possono compattarsi e coprire i fori del cestello, ostacolando il passaggio dell’acqua. Se all’avvio del ciclo senti la macchina che fa più tentativi di riempimento e poi mostra E10, distribuisci meglio i capi e riparti. Non è una superstizione: è fisica applicata alla tua lavanderia.

Reset e prove mirate: capisci subito se hai risolto

Dopo ogni intervento, anche il più semplice, fai un reset “vero”: macchina spenta, spina scollegata per qualche minuto, riaccensione e programma breve. Perché farlo? Per eliminare eventuali errori transitori rimasti in memoria e verificare in condizioni pulite. Se il ciclo parte e non si interrompe, hai centrato la causa. Se E10 si ripresenta sempre allo stesso punto, significa che la causa è reale e ripetibile. Annotare quando compare il codice — subito all’avvio, durante il primo riempimento, dopo qualche minuto — è la chiave per capire se stai guardando il rubinetto sbagliato o quello giusto.

Un trucco semplice per non inseguire fantasmi è ascoltare la sequenza: click della valvola, scorrere d’acqua, silenzio di attesa, nuovo click. La musica “giusta” è click più flusso continuo. Se la tua lavatrice suona un’altra melodia, il punto debole è lì.

Prevenzione: tre abitudini che valgono più di una riparazione

La prevenzione, qui, non è un manuale infinito. È una routine corta che diventa naturale. Controlla che il rubinetto sia sempre completamente aperto. Rimuovi e sciacqua la retina del tubo d’ingresso ogni paio di mesi se vivi in zona con acqua dura. Rimetti il tubo di scarico alla quota corretta dopo ogni spostamento della lavatrice, senza infilarlo troppo nel sifone. Usa la dose di detersivo davvero necessaria e, quando puoi, fai un lavaggio ad alta temperatura “a vuoto” per tenere puliti i condotti. Sono gesti che richiedono minuti, ma fanno la differenza tra un bucato sereno e un display che parla in codice.

Se ti piace una metafora, pensa al percorso dell’acqua come a una pista ciclabile. Se la pista è libera e pianeggiante, pedali senza fatica. Se trovi sabbia, curve strette e un vento contrario che ti spinge indietro (il famigerato sifone), arrivi stanco o ti fermi prima. La tua lavatrice vuole solo la pista pulita: gliela dai, e lei ricambia con un ciclo che fila liscio.

Quando chiamare l’assistenza e come arrivarci preparati

C’è un limite oltre il quale insistere da soli non conviene. Se hai verificato portata e pressione, pulito i filtri, corretto la posizione del tubo e fatto un reset, ma E10 torna identico, è il momento di un controllo professionale. Presentarti al tecnico con le idee chiare accorcia tempi e costi. Annota il modello esatto, in quale fase compare l’errore, che suoni senti quando la macchina prova a prendere acqua e quali interventi hai già fatto. Se sospetti la valvola di carico, dillo; se ti pare un effetto sifone, racconta come è posizionato il tubo. Con queste informazioni, il tecnico potrà verificare valvole, sensori e cablaggi in modo mirato, senza tentativi alla cieca.

Ricorda che le stesse indicazioni ufficiali, quando parlano di E10, partono sempre da qui: acqua che arriva bene, filtri puliti, tubo in posizione corretta. Solo dopo si guarda alla componentistica interna. È un approccio semplice, ma vince quasi sempre.

Conclusioni

E10 spaventa la prima volta, certo. Ma è, in realtà, un messaggio gentile: “Controlla come mi arriva l’acqua”. Quando riporti in ordine rubinetto, pressione, filtri e tubo, nella grande maggioranza dei casi la lavatrice Electrolux torna a lavorare come prima, senza drammi. E se dietro c’è un componente stanco, una diagnosi serena ti farà risparmiare tempo.

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